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TCF nel settore assicurativo: l’Agenzia delle Entrate detta il modello standard per la mappatura dei rischi fiscali

Con il Provvedimento n. 321940/2025, pubblicato il 7 agosto 2025, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le linee guida per la compilazione della mappa dei rischi e dei controlli fiscali (“RCMs”) per le imprese assicurative che aderiscono al regime di adempimento collaborativo o al TCF volontario ex art. 7-bis D.Lgs. n. 128/2015.

Il documento – destinato sia alle imprese che intendono aderire al regime di adempimento collaborativo (o adottare volontariamente un TCF certificato) sia ai professionisti incaricati della certificazione – segna il passaggio da un modello aperto a uno certificato e standardizzato.

Le linee guida individuano un catalogo di 126 “rischi adempimento” tipici del settore (es. errata applicazione del regime PEX, della normativa sulle riserve tecniche o sulle plusvalenze su titoli, omessi o tardivi versamenti IRES/IRAP), da associare alle relative attività e sotto-attività aziendali. Restano esclusi i cc.dd. “rischi interpretativi”, oggetto di separata regolamentazione.

Il modello costituisce un “minimum standard” che dovrà essere integrato in base alle peculiarità e all’organizzazione della singola società di assicurazione. Per i soggetti già aderenti al regime, l’adozione – ancorché non obbligatoria – è raccomandata per aggiornare e migliorare il TCF.

In sede di certificazione, il professionista dovrà attestare non solo la conformità formale della mappa alle linee guida, ma anche la completezza delle informazioni e l’adeguata mappatura di tutti i rischi fiscali, suggerendo eventuali integrazioni.

L’approccio, coerente con le raccomandazioni OCSE in materia di cooperative compliance, mira a rendere omogenei i presidi fiscali interni e a facilitare il controllo preventivo, con potenziali benefici in termini di certezza giuridica e riduzione del contenzioso.

Avv. Marco Menozzi – Dipartimento fiscale – Studio Effeffe & Partners

Pubblicato l’8.8.2025